venerdì 11 dicembre 2009

L'amico mitologico...

Pioveva di brutto quella notte…io e il mio amico Evald, percorrevamo alla velocità di crociera di 49 Km/h la strada che da Sansovanno porta a Irraclea…e 49 km/h non erano mica cosa da poco per quella meravigliosa creatura della Visa 1000 che aveva al suo attivo ormai ben 227.345 Km.
La serata prometteva bene, tant’è che eravamo veramente felici ed entusiasti per come stavano andando le cose…3 spritz in compagnia a testa, tante patatine (fritte purtroppo) e tanta tanta tanta voja (de divertirse)!
Eravamo felici prova ne sia che cantavamo durante il tragitto la canzone di Masini dal titolo “Disperato”…Evald faceva la parte della batteria con un coinvolgimento mostruoso al punto che sudava come un forsennato e piangeva pure dall’emozione per la sensibilità che l’autore aveva messo nelle parole di quella meravigliosa creazione…ma soprattutto piangeva per la mia realistica interpretazione…con tanto di vena sulla fronte che si gonfiava ad ogni ritornello…il tutto guidando con irreprensibbbbbile freddezza.
Ad un certo punto, proprio nella strofa finale (che, visto l’accaduto, definirei scrofa…) in un assolo di batteria si lascia scappare una bacchetta immaginaria e, nel tentativo di riprenderla mi urta col polso direttamente sul viso…
Per un momento ho perso il controllo dell’auto (anche perché, mortificato, ero impegnato ad imprecare ) …affronto una serie di curve in derapage ed improvvisamente sento come un tonfo sotto l’auto e dal bagagliaio una vocina…”to mare…to mare”…abbiamo preso paura e siamo scesi a verificare l’accaduto ma, non trovando nulla sotto l’auto, furbi come siamo, abbiamo capito che si trattava di una sorta di ET veneto che si era intrufolato nel nostro bagagliaio…
Ci siamo avvicinati con circospezione e siamo stati proprio bravi perché continuavamo a cantare “Disperato” ma a volume più basso…Evald aveva il morale alle stelle perché aveva ritrovato la sua bacchetta immaginaria da batterista (l'aveva trovata sotto il mio sedile e lui voleva solo le sue…con le altre non riusciva a suonare), ed io col sangue che colava dal naso interpretavo al meglio l’artista toscano…
Eravamo ad un metro dal bagagliaio e continuavamo a sentire quella vocina “to mare…to mare”…ma diceva anche altre cose del tipo “poenta, osei”…”poenta costa e osei”…”radicio e fasioi”…
Tenni il fiato mentre Evald era impegnato a tenere il ritmo della sua batteria (…lui quando inizia una cosa la porta a termine…)
…aprii il bagagliaio…
…con sorpresa spuntò "il Mazzariol", mitologico animaletto Veneto dalle sembianze umane …
…qualcuno l’aveva esportato dal Montello ed abbandonato in quelle campagne desolate…
…”ciao bel morett, cossa che te fa qua???...mi son Giuannin” …mi disse……
…ma questa è un’altra storia…

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